Massimo Cotto: Istanbul

Un viaggio onirico, velato da un’atmosfera decadente che si rarefà in sinuose volute di fumo.
Siamo a Istanbul, forse a Parigi, in un cortocircuito di immagini, di tempo e di spazio che riporta alla mente le memorie di Ernest Hemingway e i magnifici scatti di Robert Doisneau.
Ma tutto ha inizio con una ragazza. E la sua fisarmonica.

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