Emanuele Ferrari: Lo spazio dell’equivoco: Satie, Je te veux

Quando cominciò a lavorare come pianista nei cabaret Satie comunicò agli amici, con l’usuale ironia, di aver ottenuto un incarico “di grande bassezza”. Ciò non gli impedì, in qualche recesso del suo spirito, di amare quel mondo che dichiarò a più riprese di detestare.

La canzone Je te veux è infatti una surreale dichiarazione d’amore. Anziché esercitare la sua vena paradossale e distaccata, qui Satie crea una canzone da varietà talmente bella da risultare irrealistica: nessuna “vera” canzone da cabaret è così intensa, nobile e perfetta. Ed è proprio l’impeccabile bellezza di questo pezzo a farci sentire, con intensa malinconia, che nulla di simile può esistere in questo mondo.

La rubrica di Emanuele Ferrari