Stefano Duranti Poccetti: Il secondo movimento della 7 di Beethoven. Un ballo tra la vita e la morte

Non so perché, ma io in questo brano ho sempre visto una particolare danza tra un condannato e un carnefice. Eccoli, li vedo che danzano: la vittima prima con il boia che lo segue, incappucciato e spietato… spietato fino a un certo punto a dire il vero, perché ravviso in lui una sensibilità, una parte di pietà che lo frena e che non gli permette di uccidere. Il loro ballo continua e diventa un tripudio, un vero spettacolo che immerge dentro di sé il pubblico, che applaude, incita, si commuove. Sento anche i tamburi che dettano il tempo dell’esecuzione, anche se non sono così convinti di portarla a termine.

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