Stefano Duranti Poccetti: La “Marcia Funebre” di Chopin, tra morte e sogno nell’infinito dell’aldilà

Si odono presagi di morte. È un mondo che piange quello che ci circonda, che non può fare altro che urlare il suo pianto. È come se un corteo funebre si avvicinasse, col suo passo da processione, preciso, geometrico, seguendo il feretro. Il feretro di chi? Non si sa, si sa solo che qualcuno è morto e che la morte è la stessa per tutti, solo quella. Improvvisamente da questa dimensione di pianto si eleva un canto tenero e celeste, come una ninna nanna che proprio nel momento del trapasso rammenti i lieti ricordi della gioventù.

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