Mauro Masiero: Brahms, Un Requiem Tedesco

Verso il Requiem tedesco

Brahms è un compositore giovane quando inizia ad abbozzare il Requiem: non ha ancora raggiunto la trentina. Non è un compositore maturo che, retrospettivamente, riflette sull’esistenza in prossimità della morte, ma un giovane di intelligenza fuori dal comune, che indaga i suoi dubbi con il mezzo che più gli permette di scavare in profondità. Sono gli anni in cui il suo mentore (Robert Schumann) inizia a manifestare i primi gravi sintomi di squilibrio, che lo porteranno a tentare il suicidio e, dopo due anni di internamento, alla morte nel 1856. Nel 1965 inoltre, anno in cui il lavoro sul Requiem si fa più intenso, il compositore perde sua madre, cui sembra riferirsi nel delicatissimo quinto movimento, in cui un Dio donna si produce in un canto di altissima soavità.


Un Requiem tedesco

Ma perché questo titolo tanto particolare? Non si pensi ai nazionalismi romantici, a una fantomatica velleità di creare un germanesimo vero o posticcio, al ricondurre alla nobile latinità la cultura tedesca di formazione tanto recente: niente di tutto questo. Tedesco è riferito esclusivamente alla lingua, quella lingua tedesca che non conosce un’unità se non con la Riforma luterana, la stessa riforma che incoraggia l’alfabetizzazione del popolo, bandisce le immagini e, als konsequenz, favorisce uno sviluppo prodigioso dell’arte dei suoni. La Germania eredita la grande tradizione polifonica fiamminga, di cui Brahms, cresciuto nel Nord gotico e luterano della grigia Hamburg è diretto erede; trasferendosi a Vienna, gli è inevitabile l’influenza del Sud barocco e cattolico, con la musica suadente della Controriforma e del melodramma, il tutto innestato sul solido sostrato autoctono del corale luterano, biblia pauperum musicale, melodie di grande semplicità che, però, si prestavano alle più svariate elaborazioni armoniche e contrappuntistiche. Un Requiem tedesco nei linguaggi musicali impiegati (il contrappunto, il corale, il pezzo sinfonico apocalittico) ma, ancor più vistosamente, nei testi. Brahms infatti, luterano più per adesione culturale che per fede, legge con occhio del tutto personale e critico la bibbia in tedesco, operando una cernita di brani biblici, che cuce all’interno di un tessuto musicale di altissima maestria. Qui potrete trovare una traduzione (non sempre fedelissima al testo) dei testi scelti da Brahms, con la relativa fonte.


La musica del Requiem

Inutile tentare di esprimere a parole la varietà caleidoscopica delle risorse musicali messe in gioco da Brahms nel suo Requiem Tedesco. Impossibile sintetizzare la ricchezza di episodi, momenti, sezioni tra di loro eterogenee, contrastanti o consequenziali. Il giovane Brahms è già in possesso di una tecnica orchestrale delle più raffinate, di un dominio saldo del contrappunto, di un linguaggio armonico sofisticato fatto di dissonanze laceranti che, immancabilmente, conducono all’agognata risoluzione. Tanto la scelta dei testi, del loro senso, quanto della loro trattazione musicale, prevedono una sequenza che si ritrova più volte: una situazione di partenza dolorosa e problematica, che però conduce a una risoluzione nella gioia e nella consolazione.


Contenuti, voce, regia: Mauro Masiero per RCF Classica.