Quirino Principe: dalla caduta dell’Impero d’Occidente ai regni barbarici

Intorno a un arco di tempo che va dal IV sec. d.C - secolo di San Girolamo - al tramonto dell’Impero romano d’Occidente e all’insediamento dei regni romano barbarici, a un paradosso: quando Girolamo scriveva il suo corpus di epistolae - fonte storica importante per la cultura di quella fase storica - la Chiesa Universale non era molto tenera nei confronti della musica, perché la considerava arte deviante. Nello stesso tempo, però, comprende quanto forte sia la sua energia. Si consolidano così una serie di strutture musicali all’interno del mondo cristiano, mondo che aveva bandito la musica dai teatri e poi i teatri stessi.. si pensi a Tertulliano e al suo libro De spectaculis, o a Firmico Materno…

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Quirino Principe, irreprensibile quanto instancabile studioso, sta ultimando di armonizzare le melodie delle chanson superstiti di Arnaut Daniel, strettamente legato a Dante, che incontrò nel canto XXVI del Purgatorio, proprio mentre esce per i tipi di Fiorina - Varzi editrice il suo libro di POESIA: ΑΙΩΝ. Le cinque parti di cui consta il volume, all’interno delle quali Principe usa la sestina dantesca, sono ben illustrate in sintonia con i versi da Loredana Müller. La parola greca antica αἰών (“eone” o simili, in molte lingue moderne) indica un tempo concluso, sentito come irreversibile, o, in altri casi, una sfera temporale con una sua unicità ontologica. Si tratta, dunque, di una meditazione sulla fine del Cosmo, ovvero su ciò che avverrà negli ultimi istanti in cui finirà l’universo con una proiezione verso un’ipotesi che si colloca al di là del tempo e dello spazio.

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