Stefano Duranti Poccetti: “Mazeppa”. Cadere per rialzarsi re.

Ecco, lo stanno legando… stanno legando Mazeppa, completamente nudo, a quel cavallo selvaggio. Egli cerca di svincolarsi, le sue braccia e le sue gambe cercano di liberarsi, ma senza successo. È stato l’amore a tradirlo, trovato tra le braccia dell’amante dal marito, che si è così vendicato, prendendo il corpo nudo di Mazeppa, legandolo a quel destriero.

Ecco, ora poi parte, parte senza riflettere, parte al galoppo con quel corpo legato a lui, mezzo penzolante, che all’inizio si muove disperato, ma che infine si arresta immobile senza speranza, lasciandosi trascinare, lasciandosi al suo destino. Corre e corre il cavallo in una corsa interminabile, inarrestabile, estenuante, corre come volando, sfiorando il sole e tutti i pianeti. Corre alla ricerca di chissà che cosa, in un galoppo insensato, che lo porta allo scoperta di nuovi mondi.

Notte e giorno, per praterie, foreste, montagne, cieli, mari, egli si muove implacabile, veloce come il vento, facendo tremare i ciuffi d’erba, accompagnato dai canti degli uccelli che salutano il suo rapido passo. I

ntanto Mazeppa sta lì, ormai sconsolato, sicuro della morte, sta lì a riflettere, a ricordare, e il suo contemplativo e poetico pensiero si scontra con il galoppo selvaggio del cavallo, che continua la sua corsa.


regia di Alessandro Ferri con la collaborazione di Radio incontri inBlu Cortona
la sigla di ciascuna puntata è introdotta dalla Toccata in mi bemolle minore di Khachaturian

ascolta qui le trasmissioni precedenti