Mauro Masiero: Vaughan-Williams, Tallis Fantasia

È sempre estremamente affascinante quando due epoche si incontrano, specialmente quando sono tanto lontane e, all’apparenza, difficilmente conciliabili. Nel 1910, epoca di fermenti e avanguardie, nella vecchia Inghilterra Ralph Vaughan-Williams va a scavare nella gloriosa epoca Elisabettiana, rielaborando un inno dello straordinario compositore di corte Thomas Tallis.
Il risultato è un lavoro enorme: una fantasia per doppia orchestra d’archi e quartetto di solisti (pure d’archi); masse sonore al contempo titaniche e soffici e malleabili, rileggono l’antica melodia in modo frigio evocano immagini di pura, astratta grandezza. Armiamoci di cuffie (l’ascolto lo richiede) e prepariamoci un viaggio attraverso due epoche, lungo sconfinati paesaggi immaginari.


Le fonti di Vaughan-Williams: il salmo di Thomas Tallis

Vaughan-Williams tesse questo enorme lavoro orchestrale dall’inno Why fum’th in fight (traduzione inglese del Salmo n. 2) di cui prende la parte del tenore, all’epoca di Tallis la voce principale all’interno di una composizione a più voci. Il testo inglese consta di otto versi, alternatamente di otto e sei sillabe:

Why fum’th in fight: The Gentils spite,
    In fury raging stout?
Why taketh in hond: The people fond,
    Vayne thinges to bring about?
The kinges arise: The lordes devise,
    In counsayles mett thereto:
Agaynst the Lord: With false accord,
    Against his Christ they go.


Tallis, grazie alle libertà proprie dell’antica notazione mensurale, intonò i versi dispari (quelli con 4 accenti) in due battute e i versi pari (quelli con 3 accenti) in una sola. Vaughan-Williams deve invece fare i conti con la scrittura musicale moderna, in cui gli accenti sono più rigidamente regolamentati e gerarchizzati; la difficoltà nella partitura si nota dai numerosi cambi di tempo che si susseguono, in modo da far corrispondere gli accenti delle parole alle frasi musicali. Ralph Vaughan-Williams (1872 – 1958), un bell’omino simpatico.

Ralph Vaughan-Williams concepisce il lavoro per un’enorme compagine di strumenti ad arco composta di tre ensemble in modo da imitare la sonorità di un grande organo: un’orchestra completa (orchestra I) ossia il corpo centrale dell’organo; una seconda orchestra d’archi di dimensioni più ridotte (orchestra II) per imitare il suono delle canne d’organo contenute nella cassa dell’espressione che di solito è aperta o chiusa da tapparelle azionate da un pedale, e un quartetto di solisti: i registri più acuti e definiti per poter suonare da soli. Vaughan-Williams prescrive che i tre ensemble siano disposti in punti diversi dello spazio, così da creare suggestivi giochi acustici.

Vaughan-Williams: musica a programma e musica assoluta

Non è musica descrittiva, musica a programma, come lo possono essere A Sea Symphony o la Sinfonia Antartica di Ralph Vaughan-Williams: questi brani propongono immagini ben definite e suggerite dallo stesso autore; la Tallis Fantasia invece no: rientra nel novero della cosiddetta musica assoluta, priva di programma e di rimandi diretti. Vi si potrebbero associare immagini di ogni tipo: vallate sconfinate, chiuse tra montagne altissime, coperte di neve; magari uno specchio d’acqua limpido e gelido a perdita d’occhio. Oppure un deserto dai confini indistinguibili, non afferrabili dall’occhio, fatto di grandi dune che, sembra impossibile, il vento muove. Immagini massimamente contrastanti, ma accomunate da almeno un elemento che salta subito all’occhio: quello della grandezza. La grandezza non è infatti una suggestione particolare, episodica, bensì una categoria che la musica può rappresentare con pretesa di oggettività. Già nelle sue ridotte proporzioni il salmo di Tallis evocava immagini grandiose e potenti, espresse musicalmente attraverso intervalli e particolari movimenti melodici. Vaughan-Williams riprende questi elementi e li amplia, li gonfia ulteriormente affidandoli al suono ricco e pastoso di un’enorme compagine di archi, togliendo il testo e lasciando tutto alla musica.


Contenuti, voce, regia: Mauro Masiero, per RCF Classica

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