Stefano Duranti Poccetti: Il “Ragtime”. Come nacque la felicità nel “carcere” del ghetto

Ritmi ossessivi, sincopati e danzanti si avvicendano nelle composizioni Ragtime. Motivi che si ripetono e che ripetendosi danno luogo a un’armonica simmetria musicale per le orecchie.

Ascoltando questi brani verrebbe da alzarsi e ballare senza fermarsi, ballare tirando fuori la propria gioia, senza vergogna, senza pensare ai pregiudizi altrui. Già, proprio perché questa musica nasce in quei locali afroamericani, dove s’inventava un genere musicale nuovo, da parte di persone incatenate dalla morale puritana bianca; un genere musicale che questo puritanesimo bianco lo vinceva tramite l’allegria del pianoforte, tramite il ritorno alla natura e alla spontaneità; quella natura e quella spontaneità che i bianchi sembravano ripudiare come involontarie fobie, mascherandole con l’apparente forza degli schemi ideologici e religiosi.

regia di Alessandro Ferri con la collaborazione di Radio incontri inBlu Cortona
la sigla di ciascuna puntata è introdotta dalla Toccata in mi bemolle minore di Khachaturian
Grazie al sito www.ragsrag.com, dal quale Stefano Duranti ha ricavato le preziose registrazioni

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