Mauro Masiero: “Rendering”: un caso di restauro musicale

Nel 1978, nel 150° anniversario della morte di Franz Schubert, vengono definitivamente attribuiti e pubblicati i frammenti della sua Decima Sinfonia: poche pagine con una grafia veloce, frettolosa, spesso stenografata, che nascondono tanta, splendida musica.

Luciano Berio lavora su questi frammenti e tenta un completamento della sinfonia: dove gli appunti di Schubert sono chiari, Berio compie un’operazione quasi scolastica di orchestrazione, in perfetto stile schubertiano. Dove i frammenti invece si fanno illeggibili, lacunosi, dove rimangono a livello di appunto stenografato, Berio interviene: prende il materiale leggibile e lo usa come terra per creare un’argilla musicale, che servirà da collante per i frammenti musicali. La pasta sonora che si viene a creare, volutamente algida e inespressiva, è caratterizzata dal suono gelido della celesta, che tintinna alcune idee musicali schubertiane presenti nella carta. Quasi una fotografia sonora degli appunti di Schubert, in cui la sinfonia confluisce in una sabbia confusa e da cui – come da un nulla primigenio – di nuovo scaturisce.

L’operazione di Berio si colloca nel dibattito sul restauro filologico e  della “Teoria della Conservazione”, in cui i frammenti dell’antico devono essere integrati in un riconoscibile supporto moderno: il compositore cita gli affreschi della Basilica Superiore di Assisi; a chi scrive Rendering ricorda un vaso antico i cui cocci siano collegati da una materia neutra.

Tutto questo crea un’affascinante compresenza di linguaggi, in cui l’antico e il moderno dialogano, sono messi a confronto sino a compenetrarsi, a scivolare l’uno nell’altro, a formare un tutto organico.

Contenuti, regia, voce: Mauro Masiero
 
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