Luigi Nono: l’educazione musicale in Italia (fondo BOCCARDI)

Virgilio Boccardi, giornalista e caporedattore del Tg3 Veneto, ebbe modo di incontrare intorno alla metà degli anni ’60 e per diverse volte Luigi Nono.

Questa intervista è il frutto di tre conversazioni. Luigi Nono parla dell’educazione musicale in Italia e più in generale dei destini della musica in Italia, aggiungendo alla sua testimonianza critica aneddoti e informazioni sul suo fruttuoso incontro con Malipiero, con Maderna. La filosofia della scuola di Darmstadt. Quali i nuovi linguaggi del suo lavoro? In cosa consiste la sua ricerca musicale e come si fa sociale attraverso chi gliel’ha ispirata? A tutti questi interrogativi risponde il compositore stesso.
Riversata e ri-ordinata ve la proponiamo come materiale di studio inedito, ringraziando Virgilio Boccardi per averci donato tutto il suo archivio di interviste audio che raccolse nel corso della sua lunga carriera giornalistica.

Abbiamo chiesto a Gualtiero Bertelli, citato più volte da Nono nel corso di queste conversazioni, un ricordo degli eventi che fanno da sfondo a queste interviste:

«Nella primavera del 1979 la CGIL scuola e l’ARCI organizzarono a Forlì un convegno sulla formazione musicale in Italia e la riforma dei Conservatori. Contemporaneamente la riforma della scuola media aveva raddoppiato le ore di educazione musicale - da una a due alla settimana - rivelando una grande carenza di diplomati del Conservatorio che potessero ricoprire i numerosi posti creati dalla riforma e soprattutto una scarsa preparazione e motivazione dei diplomati all’insegnamento, visto, nella maggioranza dei casi, come un ripiego rispetto ad altre più ambite carriere. Si disse allora che se anche tutti i diplomati di Conservatorio degli anni successivi si fossero riversati sull’insegnamento nella scuola media, prima del 1987 tutti i posti non sarebbero stati ricoperti. Fu in quel tempo che vennero cooptati nell’insegnamento musicale molte persone che avevano nel loro curricolo di studi soltanto il diploma di teoria e solfeggio. Prima come supplenti o incaricati, poi, a seguito di un "corso di formazione didattico-pedagogica” organizzato su tutto il territorio nazionale, come docenti di ruolo. Fu il momento in cui ci si rese conto della carenza di formazione pedagogica e didattica dei musicisti destinati all’insegnamento e si incominciò a parlare di inserire dette materie nei Conservatori, seppure solo come percorso complementare.Nel giugno del ’79 uscì il primo numero della rivista “Laboratorio musica”, sostenuta dall’ARCI e prodotta dalle edizioni musicali Ricordi.Direttore della pubblicazione era Luigi Nono, vice direttore Marco Godano. Nel comitato di redazione c’erano: Mario Baroni, Gualtiero Bertelli, Vincenzo Canonico, Franco Fabbri, Roberto Leydi, Mario Piatti e si avvaleva di numerosissimi collaboratori tra i quali ricordo Gino Castaldo, Giorgio Gaslini, Marcello Piras, Gino Stefani. La rivista chiuse le pubblicazioni a metà dell’82 per problemi economici, ma non si ridusse l’attenzione per il problema dell’educazione e della formazione musicale.Per questo poco prima della registrazione dell’intervista, o forse proprio in quell’occasione, nella primavera dell’86 si tenne a Venezia nella sede del Conservatorio Benedetto Marcello un Convegno sulla situazione della formazione ed educazione musicale in Italia al quale parteciparono docenti di ogni ordine e grado, musicisti, didatti e operatori  provenienti dalle numerose esperienze che nel frattempo si erano sviluppate in Italia.Questo è quello che ricordo. Posso aver sbagliato qualche data, ma l’ordine degli eventi è certamente questo».
Gualtiero Bertelli